BANCA DATI
R.EN.A.I.T.
Rapporto nei
campi dell’ENergia, dell’Ambiente e dell’Innovazione
sul Territorio
Con il PEN del 1981 è iniziato un processo di progressiva
revisione della politica energetica nazionale con accento sull’uso razionale
dell’energia e lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Tale approccio ha trovato la sua prima applicazione nella
LEGGE 308/82 che attraverso l’introduzione dell’incentivazione pubblica ha
iniziato il processo di coinvolgimento delle amministrazioni centrali e
periferiche dello Stato.
Con il PEN del 1988, tale approccio si è arricchito in
modo più esplicito della strategica tematica del degrado ambientale aumentando
evidentemente l’importanza del rapporto con il territorio e quindi delle realtà
locali e delle amministrazioni periferiche.
In tale indirizzo interviene - pur con più ampie finalità
- la legge 142/90 sulle autonomie
locali che nel ridisegnarne le attribuzioni e le finalità stesse anche in
un’ottica programmatoria, riconosce anche specifiche competenze in materia
energetica, nonché introduce il concetto di “città metropolitana”.
In particolare tale legge istituisce una serie di
strumenti negoziali utilizzabili anche nell’ area energetica.
A ciò seguono la Legge 9/91 ed in particolare la Legge
10/91 che assumono in tale quadro la funzione di norme applicative e di
indirizzo degli ambiti precedentemente individuati.
Si ha quindi che nell’ultimo ventennio si è attuata una
trasformazione “filosofica” della politica energetica con comprensione delle
tematiche ambientali e con un’evoluzione dell’attenzione dal piano
“centralistico”, ad una politica di indirizzo che si attua, per il tramite delle autonomie locali, attraverso una molteplicità di attori ed una
diversificazione di strumenti.
Risulta quindi evidente il ruolo centrale delle
Amministrazioni Regionali nella programmazione, attuazione e verifica degli
indirizzi energetici, nonché nella promozione e controllo dei nuovi strumenti,
ulteriormente rafforzato dalle deleghe e dai compiti di cui al Decreto
Legislativo 112/98.
A tale stato normativo e di intervento in continuo
divenire, si rivolge questo studio che, in particolar modo, si prefigge lo
scopo della costituzione e definizione di uno strumento - una banca dati appunto - per l’ordinata raccolta delle informazioni
relative alle attività delle regioni italiane nelle materie dell’energia,
dell’ambiente e dell’innovazione tecnologica.
E’ infatti evidente come la gestione locale delle
iniziative basata su procedure ed indirizzi che la singola regione è libera di
precisare in varia misura, portano di fatto ad una dispersione delle fonti
informative e ad una diversificazione dei “formati” dell’informazione stessa;
da ciò la necessità di strumenti di monitoraggio e di “omogeneizzazione” delle
informazioni stesse.
IL PROGETTO
Elemento fondamentale nell’approccio organizzativo delle
informazioni, specie tenendo conto della necessità di un’elaborazione
informatica, è quello dell’individuazione dell’informazione di base, cioè della
chiave alla quale connettere ogni altra informazione acquisita.
In considerazione del fatto che le attività in materia
energetica ed ambientale sono state delegate dallo stato alle regioni, la
catena logica parrebbe quella normativa, schematicamente sintetizzata in Fig. 1 che procede in modo
deduttivo dal generale al particolare e cioè dal nazionale al locale.
Esiste infatti un livello legislativo nazionale che
traccia gli indirizzi di azione, definisce sovente i relativi finanziamenti e
delega appunto le Amministrazioni Regionali alla fase applicativa e di
collegamento con le peculiarità del territorio.
Questo livello legislativo nazionale a sua volta può
articolarsi in più leggi o decreti applicativi dai quali discende un livello
legislativo regionale che a sua volta può articolarsi in più leggi sia di
precisazione degli indirizzi che di definizione di eventuali procedure e
criteri.
Da ciò deriva infine il livello esecutivo regionale
(spesso settorializzato) che individua i singoli progetti di azione e provvede al
relativo finanziamento in toto o più spesso pro-quota.
Tale schema ancorchè logicamente congruente ed idealmente
“perfetto” è assai difficile da ricercare e ricostruire secondo la sua logica
di generazione, proprio per l’esistente autonomia locale che può consentire in
ogni realtà regionale una differente suddivisione per modi od argomenti degli
indirizzi generali nazionali.
FIGURA 1 - Catena normativa di progetto (deduttiva)
Legge Nazionale
Decreti Amministrativi nazionali
Legge Regionale
Provvedimenti applicativi generali
Provvedimenti esecutivi (Progetti)
Per quanto sopra si è pertanto optato per adottare una
catena di ricerca ed organizzazione inversa di tipo "induttivo" e
cioè dal particolare al generale schematizzata in Fig. 2.
Si è dunque adottato come “chiave” di partenza il
provvedimento di finanziamento regionale; questo infatti deve sempre esistere
(pur in forma diversa: decreto dirigenziale, delibera, etc.), deve contenere il
beneficiario (ovvero il promotore del progetto) ed ad esso è generalmente
associato il progetto di azione. A sua volta, nel precisare i suoi danti causa,
definisce i provvedimenti legislativi in forza dei quali è operante e
legittimo.
Attraverso questo schema ci si può dunque ricondurre alle
leggi Nazionali ricostruendo l’iter normativo “a ritroso”.
E’ appena il caso di osservare come tale procedimento
consenta altresì di poter aggiornare continuamente,
con l’inserimento di ogni nuovo progetto/provvedimento di finanziamento, la catena
normativa.
PROGETTO O PROVVEDIMENTO DI FINANZIAMENTO DEL PROGETTO
PROVVEDIMENTI E LEGISLAZIONE REGIONALE
L’applicazione
“RENAIT” è finalizzata a raccogliere, registrare,
elaborare e presentare i dati relativi alle attività su base regionale in
materia di energia, ambiente e innovazione tecnologica.
La
raccolta dei dati ed il loro inserimento si sviluppa in una serie di maschere di acquisizione,
potenti
strumenti atti a rendere agile l’interfaccia con l'utente.
La registrazione dei dati consente, attraverso form di acquisizione, di aggiungere nuovi record alle tabelle che compongono la struttura di archiviazione dei dati.
Le tabelle saranno collegate tra loro secondo relazioni
“uno-molti” o “uno-uno” oppure “molti-uno”.
La
presentazione dei dati è strutturata con due categorie di visualizzazione:
cartacea ed elettronica.
La prima
consiste nella produzione di stampe dei report dei dati elaborati.
La
seconda consiste nella visualizzazione temporanea dei dati attraverso maschere
sui risultati dei dati elaborati, esportabili in file formato Excel o Word 2000.